Industria e commercio legnami e prodotti derivati.

Guida alla lettura

Unità di misura: gli spessori e le larghezze fornite nel testo sono espresse in mm, diversamente dalle lunghezze che sono misurate in cm. Ad esempio, la misura “27x100x240” descrive tavole spessore 27 mm, larghe 100 mm e lunghe 240 cm.

Altre Denominazioni: sotto questa voce vengono riportati i nomi locali o colloquiali che compaiono sui documenti d’imbarco e che generalmente sono accettati nel settore legname. Questo fatto assume particolare importanza quando il nome è in lingua straniera ed è l’unico conosciuto nel paese d’origine. Oltre al paese d’origine, comunque, sono molto importanti anche la zona di produzione e il porto d’imbarco: la qualità dei legnami della stessa specie infatti varia secondo le condizione locali, il tasso di accrescimento, il clima, i metodi d’abbattimento, la rapidità di conversione, il grado di selezione e la competenza dell’esportatore. A confondere ulteriormente le idee c’è anche il fatto che molti paesi uniscono delle specie imparentate dal punto di vista botanico e le mettono tutte sotto lo stesso nome di gruppo. E’ in considerazione di tutti questi fattori che gli operatori di settore, in tutto il mondo, fanno sempre più affidamento sulla denominazione botanica per identificare le essenze in modo preciso.

Aspetto: l’aspetto superficiale di un’essenza è il risultato dell’interazione di diversi elementi naturali: la diversa densità esistente tra le cellule del legno primaverile e tardivo, la quantità degli anelli annuali, i pigmenti e le altre sostanze coloranti contenute nella struttura; la reazione degli alberi alle sollecitazioni (tensioni e compressioni a cui sono sottoposti per tutta la durata della loro esistenza), la torsione in vicinanza dei nodi, delle escrescenze, dei rami. Tutte queste caratteristiche, insieme alla diversità dei tipi di fibratura ed alla tecnica di taglio adottata, danno origine alla figura.

Cortame: con questo termine vengono identificate le tavole di lunghezza ridotta. Considerato che i parametri di riferimento variano a seconda del bacino di provenienza delle essenze, risulta impossibile stabilire un valore unico per identificare un dato prodotto con il termine Cortame. Un valore medio (e flessibile a livello commerciale) può essere individuato in 200 cm. Va ricordato infine che, salvo eccezioni, l’acquisto di cortame risulta possibile per qualsiasi tipo di essenza.

Peso specifico medio: il Peso specifico (Peso volumico, Densità) del legno dipende dal contenuto d’acqua (livello di umidità, moisture content) per unità di volume. La cifra fornita è stata calcolata considerando un contenuto medio di umidità del 12%. Il Peso specifico del legno è funzione tanto del suo stato (tronco radicato o meno al suolo, segato, essiccato) quanto dell’ambiente in cui si trova. Per calcolare il Peso specifico ad un altro livello diverso dal 12%, purchè compreso tra il 5% e il 25%, è approssimativamente corretto aumentarlo o diminuirlo dello 0,5% per ogni punto in più o in meno del livello di umidità. Le densità dei legni sono molto variabili anche all’interno della stessa specie botanica e pertanto è stato preso a riferimento il valore medio. Il Peso specifico può essere espresso anche in termini di Densità relativa, che esprime il Peso specifico di un dato volume di una sostanza relativamente al peso di un pari volume d’acqua. Avendo l’acqua Peso specifico pari a 1000 kg/m3, la Densità relativa è ottenuta rapportando il Peso specifico del legno a tale valore.

A seconda della loro densità i legni commercializzati vengono classificati in classi differenti.

 

Densità

 

Peso specifico (Densità relativa) ad
un contenuto di umidità del 12%

Eccezionalmente leggero

Inferiore di 300 (0.3)

Leggero

300 - 450 (0.3 – 0.45)

Medio

450 - 650 (0.45 – 0.65)

Pesante

650 - 800 (0.65 – 0.80)

Molto pesante

800 - 1000 (0.80 – 1.00)

Eccezionalmente pesate

1000 (1.0) o superiore


Distribuzione
: sebbene molte essenze crescano anche in paesi diversi da quello d’origine, il termine si riferisce al territorio che costituisce la fonte principale d’approvvigionamento di una data Specie.

Durabilità: si riferisce alla capacità naturale del legname di resistere all’attacco dei funghi quando viene a contatto con la terra o in presenza di fenomeni di forte condensazione, quando la penetrazione dell’umidità può superare il 20%. Il legname utilizzato all’esterno, ma che non viene a contatto con la terra, avrà una vita più lunga.

 

Durabilità naturale del cortame

 

 

Vita approssimativa a contatto con la terra

Ottima

Superiore 25 anni

Buona

15 – 25

Moderata

10 – 15

Scarsa

5 – 10

nulla

Meno di 5 anni

Fibratura: con questo termine si vuole indicare la formazione naturale delle fibre del legno, ovvero come “corrono” relativamente all’asse principale del tronco. Possono essere individuati diversi tipi di fibratura:

  • Dritta: le fibre corrono parallelamente all’asse principale dell’albero.
  • Incrociata: le fibre non sono parallele all’asse principale dell’albero.
  • Intrecciata: le fibre formano una spirale che va alternativamente verso sinistra e verso destra (la direzione della spirale cambia ogni pochi anni).
  • Spiroidale: le fibre si muovono a spirale in un’unica direzione, producendo un aspetto attorcigliato.
  • Ondulata: le fibre seguono un andamento ondulato e regolare.
  • Arricciata: le fibre seguono un andamento ondulato e irregolare.
  • Irregolare: le fibre si contorcono intorno ai nodi e alle altre irregolarità.
  • Diagonale: indica un difetto di fresatura nei tronchi a fibratura dritta, che si trova anche nelle assi segate tangenzialmente con una fibratura spiroidale.


Impieghi
: è fornito un sommario degli impieghi tipici per ogni tipo di legno, inteso come guida e non come lista definitiva.

Lavorabilità: le classificazioni di resistenza al taglio e di smussatura degli strumenti si riferiscono a materiale essiccato al forno con un contenuto di umidità pari al 12%. Si indica la capacità dei legni di tenere chiodi e viti e viene data una valutazione delle caratteristiche di incollaggio che possono essere buone, variabili o difficili.

Lustro
: è la capacità del legno di riflettere la luce, donando brillantezza alla superficie. I legni a tessitura compatta e liscia hanno maggiore lustro di quelli a tessitura grossolana. Le superfici radiali, in genere, hanno più lustro di quelle segate in direzione tangenziale. La capacità del legno di fornire un’ottima lucentezza non è necessariamente collegata al suo grado di lustro.

Macchie minerali: alcuni legni possono essere soggetti a macchie minerali nere o brunite sia quando vengono a contatto con composti ferrosi attraverso il terreno che quando posti in opera in ambienti umidi. Un fatto, questo, causato dalla reazione chimica tra il Ferro e il tannino o composti affini (quali i polifenoli) che sono presenti in natura nel legno. I legni dolci in genere contengono poco tannino ma alcune specie come il Douglas e la Sequoia contengono sostanze simili e possono essere soggetti alla formazione di macchie.

Movimento in uso: il calcolo si basa sulla somma dei movimenti tangenziali e radiali risultanti da una variazione dell’umidità relativa compresa tra il 60% e il 90%, a 25°C, e corrisponde al movimento o alle variazioni dimensionali del legno stagionato e soggetto a cambiamenti atmosferici durante l’utilizzo. Va rilevato come il ritorno durante la stagionatura ed il movimento durante l’uso non sono direttamente connessi: ad esempio, un legname che rivela elevati fenomeni di ritiro in fase di essiccazione potrebbe far registrare solo un leggero movimento durante l’uso.

 

Tipo di movimento

 

Variazione percentuale

 

Leggero

Inferiore al 3%

Medio

3 – 4.5%

Elevato

Superiore al 4.5%


Nome botanico
: ogni albero ha una Classificazione Botanica che permette a tutti di identificarlo con precisione. Prendendo ad esempio il Noce, una corretta denominazione scientifica dovrebbe comprendere le seguenti voci:

Regno  Vegetale
Divisione       Angiospermae
Classe          Dicotyledonae
Ordine          Juglandales
Famiglia Juglandaceae
Genere Juglans
Specie Regia

Nella pratica vengono utilizzati solo due nomi, il primo attribuito al Genere e il secondo alla Specie (Sistema Binomio). Nell’esempio riportato il Noce Europeo dovrà essere pertanto denominato Juglans Regia.

Permeabilità ai trattamenti di preservazione: il legno sottoposto a trattamento di preservazione, se quest’ultimo viene effettuato correttamente, dura solitamente più a lungo del legno naturale più durevole. Il legname che contiene una fascia esterna di alburno permeabile è da preferire ai legni duri che in genere sono più resistenti ai trattamenti di preservazione. Di seguito le classificazioni più usate:

  • Permeabile: può essere penetrato completamente sia dai processi a freddo che da quelli a caldo, eseguiti a cielo aperto.
  • Moderatamente resistente: è abbastanza facile realizzare una penetrazione laterale (fino a 18 mm in circa 3 ore).
  • Resistente: difficile da penetrare oltre i 6 m anche dopo un lungo periodo di trattamento.
  • Estremamente resistente: non può essere penetrato anche dopo una fase di pressurizzazione prolungata.


Proprietà di flessione: è il raggio minimo della curvatura con cui può essere realizzata una percentuale moderata di flessioni prive di difetti, in sezioni spesse 25 mm, sottoposte al vapore saturo, a pressione atmosferica, per almeno 45 minuti prima dell’operazione di flessione.

Raggio di curvatura con cui le rotture, durante la flessione, non dovrebbero superare il 5% (mm)

 

 

Classificazione proprietà di flessione

Inferiore a 150

Molto buona

150 – 250

Buona

260 – 500

Moderata

510 – 750

Modesta

Superiore a 750

Molto modesta

Proprietà meccaniche: la conoscenza di determinate proprietà meccaniche è necessaria per poter determinare la resistenza e l’idoneità di una specie per un particolare impiego. Esse sono:

  1. Massima resistenza a flessione richiesta per la flessione trasversale
  2. Rigidità, o modulo d’elasticità, indispensabile per determinare la resistenza di un contropalo o di un montante lungo.
  3. Resistenza all’urto di carichi applicati improvvisamente.
  4. Resistenza alla compressione parallelamente alla fibratura che determina la capacità di resistere a carichi sulla fibratura di testa, importantissima quando il legno viene impiegato per puntelli o montanti corti.

Classificazione ad un contenuto di umidità del 12%

Resistenza a flessione (N/mm2)

Rigidità (KN/mm2)

Resistenza massima a compressione (N/mm2)

Resistenza all’urto (m)

Molto bassa

Inferiore a 50

Inferiore a 10

Inferiore a 20

Inferiore a 0.6

Bassa

50 - 85

10 - 12

20 - 35

0.6 – 0.9

Media

85 – 120

12 – 15

35 – 55

0.9 – 1.2

Alta

120 – 175

15 - 20

55 - 85

1.2 – 1.6

Molto alta

Superiore a 175

Superiore a 20

Superiore a 85

Superiore a 1.6

Stagionatura: il tasso di essiccazione è basato sul tempo necessario ad asciugare al forno assi dello spessore di 25 mm, partendo dallo stato fresco, fino al raggiungimento di un contenuto di umidità del 12%. La velocità di stagionatura varia in funzione del tipo d’essenza e dello spessore.

Taglio tangenziale: il taglio del fusto viene effettuato in direzione tangenziale rispetto agli anelli annuali che formano con la linea di taglio un angolo maggiore o uguale a 45 gradi. Con questo tipo di taglio si ottiene l’effetto Fiammato.

Taglio radiale: la linea di taglio forma un angolo di 90 gradi con gli anelli annuali e corre parallelamente ai raggi. Il fusto viene prima segato in sezioni grandi come circa un quarto del fusto permettendo di ottenere l’effetto Rigatino.

Tessitura: la tessitura della superficie del legno risulta dalla differenza tra le dimensioni dei pori e la larghezza e quantità dei raggi. I legni con vasi larghi ed ampi raggi hanno tessitura grossolana, mentre quelli con vasi stretti e raggi sottili hanno tessitura fine. Riferendosi ai legni Dolci (Resinosi) la tessitura è il risultato della differenza tra le zone di legno primaverile e quelle di legno tardivo, mentre per i legni Duri (Latifoglie) la tessitura viene definita regolare in presenza di pori diffusi, irregolare in presenza di pori ad anello.